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news |
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ULTIME
DA JOHANNESBURG: |
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carta |
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sito
ufficiale della conferenza |
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vertice
delle organizzazioni sociali e non governative |
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| A
PARTIRE DALLA STORIA !
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di Nino
Pillitteri
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| Un
nuovo e vero razzismo va diffondendosi negli ultimi anni.
Esso è contestuale ad una globalizzazione che, da una parte,
tende a trasferire merci, idee, sistemi istituzionali e giuridici,
ammantati dal sacro valore universalista della libertà delluomo,
e, dallaltra a limitare il movimento delle persone del sud del
mondo attraverso la limitazione delle migrazioni. >>>>>>>>>>>>> |
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| OSSERVATORIO
ITALIANO SULLA SALUTE GLOBALE |
| Si
è costituito a Bologna l'Osservatorio Italiano sulla Salute
Globale. Di seguito è riportato il testo del documento programmatico
che ne illustra le ragioni e gli obiettivi. >>>>>> |
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| LA
TASSA TOBIN E IL DEBITO ECOLOGICO DEL NORD DEL MONDO |
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di
attac roma
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| E'
noto che i paesi poveri del sud del mondo sono oppressi da un enorme
debito finanziario verso le banche e i governi dei paesi ricchi. Il
solo pagamento degli interessi è sufficiente a dissanguare
le loro economie: secondo le Nazioni Unite sono almeno 7 milioni i
bambini che muoiono ogni anno a causa delle risorse sottratte ai già
miseri sistemi di assistenza sociale di quei paesi, per essere destinate
alle casse di un piccolo numero di istituti finanziari creditori.
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| BANCA
ETICA A PALERMO |
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Cari amici,
ci sono finalmente novità concrete per Banca Etica a Palermo
come sapete già a partire dall'incontro con Michele Carelli
(attuale riferimento di Banca Etica a Palermo) si è deciso
di costituire un'ampia area di soggetti ( singoli individui e associazioni
) convinti dell'importanza di associarsi a Banca Etica >>>>>>>>> |
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| SUL
VERTICE DI JOHANNESBURG |
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"Andiamo
a JOHANNESBURG senza illusioni: si moltiplicano i summit, non si affrontano
i problemi! attenzione, vogliono comprarci!"... >>>>>>>>>>>>
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COMITATO
DOSSETTI PER LA COSTITUZIONE |
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Dal 1994,
insieme ad associazioni e cittadini di questa città, ci siamo
battuti per il ripristino delle regole di legalità nel delicato
settore degli appalti, individuando nella confisca dei beni uno degli
strumenti più efficaci per contrastare la dlagante presenza
delle imprese controllate dalla mafia e la loro intatta capacità
di controllare il territorio. Il recente provvedimento di confisca
adottato dalla magistratura palermitana conferma la persistente occupazione
di interi settori economici da parte delle imprese mafiose in zone
nevralgiche del nostro territorio, come il centro storico di Palermo.
Siamo fortemente preoccupati che il nuovo quadro legislativo e politico
possa comportare un allentamento della lotta contro la criminalità
economica di stampo mafioso, in assenza di autentiche prospettive
di occupazione e di crescita nella legalità. L'allontanamento
di molti dei protagonisti della lotta alla mafia, che negli anni passati
hanno permesso di acquisire importantissimi risultati nella cattura
dei latitanti e nella confisca dei beni, ci preoccupa, soprattutto
per la prospettiva di un ritorno incontrastato delle vecchie pratiche
di spartizione degli affari, di mediazione clientelare e di controllo
capillare del territorio. Rinnovando il nostro impegno quotidiano,
e sollecitandolo ancora più forte a tutti i cittadini palermitani
che non si vogliono piegare al ricatto mafioso,ciascuno nell'ambito
delle competenze e delle professioni che svolgiamo, siamo vicini a
quei magistrati ed alle forze dell'ordine che hanno consentito questi
importanti risultati, e vigileremo affinchè, a tutti i livelli
istituzionali, ci sia il massimo di impegno per il contrasto delle
innumerevoli forme di illegalità ancora duffuse nel territorio
e per il tempestivo riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati
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Palermo 9 agosto 2002
chiunque fosse interessato ad avere notizie può scrivere a
comitato dossetti- palermo comitatodossetti.pa@virgilio.it
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IMPRONTE
DI MEMORIA E GIUSTIZIA |
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Roma, 27 giugno
2002
L'assemblea nazionale di "Libera", coordinamento di 1000
associazioni impegnate contro le mafie, riunita oggi a Roma, ha deciso
di raccogliere spontaneamente le impronte digitali, corredate dai
dati anagrafici, di ogni singolo referente regionale e nazionale e
di consegnarle alla Questura di Roma.Si tratta di un fatto di solidarietà
nei confronti dei cittadini extracomunitari, per i quali si prospettano
nuove difficoltà, in relazione alle modifiche della normativa
che regola l'immigrazione.La legge in questione è stata ritenuta
da Libera una modifica nel segno della ghettizzazione. Non può
essere dimenticato che la maggior parte dei clandestini, diventano
nel nostro Paese mano d'opera in nero per aziende ed imprese di ogni
genere. Una tutela del lavoratore straniero, diversa e rispettosa
nei suoi diritti, non pregiudica ma anzi favorisce l'estensione dei
diritti stessi ai lavoratori italiani. L'Italia ha comunque un rapporto
tra immigrati e popolazione residente pari al 3%: uno dei più
bassi d'Europa."Lasciamo le nostre impronte - ha detto don Luigi
Ciotti, presidente nazionale di Libera - per improntare una società
nella quale si realizzi il valore della convivialità tra le
differenze.Libera da sempre si propone di coniugare la memoria con
la giustizia: non si possono dimenticare i 25 milioni di italiani
emigrati nel mondo dal 1887 al 1987, in America e negli altri continenti.Emigrare
è un diritto fondamentale riconosciuto dall'ONU, attraverso
la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 e, quindi,
anche le normative di ogni singolo stato ne devono tener conto."Si
parla comunque di persone - ha ribadito Ciotti - e non solo di lavoratori:
occorre tenerne conto quando si approvano leggi in grado di modificare
la vita della gente".L'iniziativa in questione sarà proposta
nelle prossime settimane nelle diverse sedi regionali di Libera. |
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