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  LA SICILIA TRA PASSATO E FUTURO
 
di Ernesto Burgio
Perché la Sicilia si trasformi da terra di indolenza, corruzione e mafia in paese-simbolo di legalità, democrazia e civiltà non sono sufficienti le alchimie verbali di alcuni suoi figli illustri. Occorre una svolta antropologica di grande portata: la democrazia, come la libertà, non può essere imposta dall'alto, deve fiorire nei cuori e nelle menti della gente comune, dei giovani. Solo allora potremo veramente dire che è giunta Primavera. >>>>>>>>>>>>>>
 
  STRAGI DI MAFIA, STRAGI DI STATO
di Ernesto Burgio
A dieci anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, che costarono la vita ai giudici Falcone e Borsellino e ai ragazzi delle loro scorte e che misero fine alle speranze di chi sognava una Sicilia e un’Italia finalmente libere dal giogo politico-mafioso che da oltre mezzo secolo ne condiziona la vita e la storia, avremmo voluto che qualcuno trovasse il modo e il coraggio di gridarla sui tetti la verità che sono in molti a conoscere: che nella migliore delle ipotesi solo i macellai di Cosa Nostra, esecutori materiali delle stragi, hanno pagato, mentre i mandanti stanno raccogliendo i frutti copiosi dei loro misfatti. >>>>>>>>>>>
 
  APPELLO PER LA DIFESA DEI DIRITTI DELLA RICERCA STORICA
Il prossimo 4 ottobre presso la Pretura di Partinico (Palermo) si aprirà il processo intentato dal generale dei Carabinieri in pensione Roberto Giallombardo, contro Giuseppe Casarrubea, uno studioso che da anni si batte per la ricerca della verità sui mandanti della strage di Portella della Ginestra e degli attacchi contro le sedi di sinistra e le Camere del Lavoro, nella provincia di Palermo (1° maggio- 22 giugno 1947). Tra i caduti anche suo padre, uno dei tanti sindacalisti ammazzati dalla mafia in quegli anni bui della nostra Repubblica. Diverse pubblicazioni sono testimonianza del suo impegno di ricerca. Tra le tante: Portella della Ginestra. Microstoria di una strage di Stato, edita a Milano da Franco Angeli nel 1997 (50° della strage) nella collana di studi di storia contemporanea diretta dal prof. Franco Della Peruta.

L¹autore, sulla scorta di una lunga bibliografia, di atti processuali e di documenti della Commissione Antimafia, aveva sostenuto che alcuni elementi chiave di quelle stragi, come Salvatore Ferreri, alias FraDiavolo, ne erano stati gli esecutori materiali, pur essendo, al contempo, confidenti delle più alte autorità di pubblica sicurezza in Sicilia, e come tali, chiusa la manovra stragista, erano stati premeditatamente eliminati. Cose che Casarrubea aveva ribadito in un'intervista concessa a una emittente televisiva locale in occasione appunto del cinquantenario di quelle stragi.

Lasciamo alla magistratura il compito di chiarire i fatti, anche se a distanza di oltre mezzo secolo nessuna verità ufficiale e credibile sappiamo né sulle stragi del 1947, nè sulla morte del bandito Salvatore Giuliano e del suo luogotenente Gaspare Pisciotta. In un'epoca che troppo facilmente è propensa a rimuovere passato e memoria di quelle lotte che videro il movimento sindacale e contadino alla testa del processo di rinnovamento democratico del nostro Paese, Casarrubea è un testimone di ricerca della verità e della giustizia.

Non lasciamolo solo e attiviamo in suo favore ogni nostra iniziativa: scrivendo un articolo per un giornale, una e-mail, presenziando al processo, formando dei gruppi di solidarietà concreta, telefonando a un amico, a una rivista, ecc.

Affermiamo il principio costituzionale che la scienza non può essere processata, la conoscenza storica non può essere trascinata nelle aule dei tribunali, né può essere surrogata dai monopoli dell¹informazione. E' intollerabile che oggi il diritto della libertà della ricerca scientifica debba essere messo in discussione persino contro gli stessi familiari delle vittime, alle quali lo Stato non ha consegnato, dopo cinquantacinque anni, né verità né giustizia.

DESTRA/SINISTRA O ILLEGALITA'/LEGALITA'
di Ernesto Burgio
Recentemente non sono in pochi ad affermare, in perfetta buona fede (oggi a sostenerlo sono stati Marco Travaglio e Gianni Barbacetto), che la linea di discrimine, in tema di lotta alla mafia, alla corruzione e alla gestione illegittima del potere… non dovrebbe essere rappresentata dal binomio destra/sinistra, ma da quello in un certo senso più oggettivabile legalità/illegalità. >>>>>>>>>